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IL PUNTO SULLA RIPRODUZIONE EQUINA:
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E' un capitolo enorme da affrontare in uno spazio molto ristretto, ciò nonostante è sicuramente un argomento molto affascinante per l'allevatore, che vede coronare il suo sogno con la nascita del puledro.
Importante è la scelta dello stallone. ovviamente se la fattrice è di razza la scelta ideale deve cadere su un maschio di provata genealogia e capacità riproduttive: un maschio approvato per la monta (pubblica o privata) su cui si abbiano notizie certe della fertilità e della sanità del soggetto (dovrà essere sottoposto ad accertamenti sanitari per escludere la presenza di malattie sessuali trasmissibili, come l'arterite virale, la rinopolmonite equina, il morbo coitale maligno).
Anche la fattrice deve aver determinate caratteristiche: è utile conoscere la storia completa della vita riproduttiva, comprendente la data dell'ultimo parto e se possibile il numero dei puledri prodotti. Ciò non esclude la sanità del soggetto, che dovrà essere sottoposto ad accurata visita clinica e ginecologica da parte del veterinario. Si sottopone la femmina ad una esplorazione rettale per la valutazione dell'apparato riproduttivo e si effettua un tampone vaginale per evidenziare la presenza di microrganismi patogeni (streptococchi, Pseudomonas spp. Haemophilus equigenitalis), che potrebbero causare problemi gravi, quali l'aborto e/o la sterilità.
Accertata la sanità dei soggetti, la cavalla può essere condotta alla monta.
Per valutare il calore della femmina, è prassi comune l'utilizzo dello stallone "esploratore". La manifestazione dell'estro avverrà con tipici atteggiamenti, quali alzare la coda, piazzamento con i posteriori, urinazione frequente. Una cavalla con un calore non manifesto, lo dimostrerà nitrendo, calciando e mordendo. Se la femmina è in riposo sessuale (anestro), può anche dimostrarsi impassibile alle "avances" del maschio.
Il metodo più comunemente usato per l'accoppiamento è la monta naturale. Il momento ottimale per l'accoppiamento è determinato dal rilievo del calore e dall'apprezzamento, mediante palpazione rettale da parte del veterinario, di un follicolo ben sviluppato.
Le cavalle dovrebbero essere inseminate iniziando dal 2°-3° giorno dell'estro fino all'ovulazione. Indispensabile una preliminare pulizia e disinfezione dei genitali sia maschili che femminili (con fasciatura della coda della femmina), che dovrà essere ripetuta alla fine dell'accoppiamento. A volte può risultare utile l'impiego del torcinaso e delle balze per contenere la cavalla.
L'accertamento della gravidanza potrà essere effettuato già al 15° giorno dopo l'accoppiamento mediante l'utilizzo dell'ecografo da parte del veterinario.
E' consigliata una profilassi vaccinale alla femmina contro patologie che potrebbero causare aborto (quali la rinopolmonite equina) ed un trattamento antielmintico.
La gravidanza della cavalla ha una durata media di 340 giorni, con oscillazioni che dipendono da molti fattori (la razza, il clima, l'alimentazione).
La nascita del puledro solitamente avviene di notte, quando vi è silenzio, calma e la femmina sa di non essere disturbata. Se la fattrice non è al pascolo, sarà necessario preparare un box sufficientemente ampio, con paglia pulita. Il parto è solitamente rapido e il più delle volte non necessita di nessun intervento da parte del proprietario. Se questo si rendesse necessario, assicuratevi che il puledro abbia al più presto la testa libera dalla placenta e che possa iniziare a respirare autonomamente. Anche il distacco del cordone ombelicale avviene naturalmente; risulterà utile disinfettarlo: il puledro nato senza problemi entro un'ora dal parto si alzerà e si attaccherà ben presto alla mammella della madre, ricevendo il colostro, primo "supporto immunologico". Fate eseguire dal vostro veterinario di fiducia l'inoculazione di siero antitetanico nel primo giorno di vita del puledro, con richiami periodici ogni quindici-venti giorni, fino all'età di tre mesi, quando potrà essere effettuata la vaccinazione trivalente (contro il tetano e le patologie respiratorie). Altra attenzione nei primissimi giorni di vita dovrà essere riservata all'espulsione del meconio, ovvero delle feci presenti nel retto del puledro. Se ciò non avvenisse, sarà utile effettuare un piccolo clistere con acqua tiepida e olio di vaselina. Ciò eviterà l'insorgenza di eventuali coliche.
Le attenzioni però vanno rivolte anche alla mamma: assicuratevi che ci sia stato il distacco delle placenta dall'utero, ed asportatela, controllandola. Inoltre se la vostra fattrice è al primo parto, attenzione agli atteggiamenti che assume con nuovo nato, perché a volte una cavalla giovane inesperta può rifiutarlo, calciandolo o mordendolo. Se ciò accadesse è indispensabile mungerla, affinché al puledro possa essere somministrato il prezioso colostro. Con pazienza si cercherà poi di abituare la fattrice alla presenza del puledro.

 




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