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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
FACOLTA’ DI AGRARIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE FORESTALIE AMBIENTALI

ALLEVAMENTO DELLA RAZZA BOVINA PIEMONTESE NEL TERRITORIO MONTANO DELLA PROVINCIA DI CUNEO: REALTA' E PROSPETTIVE

Dott. Maurizio DANIELE

Sintesi Relazione: I sistemi zootecnici alpini, rappresentano ancora oggi un esempio di integrazione armonica tra vocazione territoriale e processi produttivi consentendo di sfruttare in modo accorto le produzioni foraggere locali.
La differenziazione orografica, pedologica e climatica di questi ambienti ha determinato la presenza di numerose razze autoctone; tra queste la razza bovina Piemontese, nella provincia di Cuneo, riveste un ruolo predominante, grazie alle sue peculiari caratteristiche: rusticità, adattabilità, ipertrofia muscolare e caratteristiche organolettiche della carne.
Tale razza, utilizzando le risorse disponibili in loco, limita il rischio d’incendi boschivi e riveste un ruolo di difesa indiretta del suolo riducendo i rischi di erosione e lo scorrimento di masse nevose.
Per quanto riguarda le ricadute turistiche, il bovino rappresenta un elemento caratterizzante del territorio, con esternalità anche sul piano economico, culturale e sociale.
I prodotti ottenuti in alpeggio, grazie al tipo di alimentazione, sono ricchi di CLA (acidi linoleici coniugati) e di sostanze aromatiche tra cui i derivati terpenici e sesquiterpenici, quasi assenti nei formaggi di fondovalle.
Con i dati ottenuti da un’analisi promossa in collaborazione con l’Associazione Provinciale Allevatori di Cuneo sull’allevamento della razza bovina Piemontese nel territorio montano cuneese, si sono analizzati diversi aspetti.
Per ogni Comunità Montana interessata dalla monticazione, in relazione allastagione 2004, sono stati valutati:
  • l’andamento termo-pluviometrico;
  • il numero degli alpeggi;
  • il numero complessivo dei bovini  ospitati in tali alpeggi;
  • la distribuzione geografica degli allevamenti;
  • le predazioni;
  • gli infortuni occorsi e le modalità nellequali sono avvenuti gli infortuni stessi;
  • la tipologia d’alpeggio e gli aspetti gestionali;
  • le modalità di acquisizione dell'alpeggio da parte di chi lo utilizza.
Le zone prese in esame evidenziano, per quanto riguarda le precipitazioni, valori inferiori alla media, mentre le temperature rientrano nei range stagionali.

Globalmente sono stati censiti 135 allevamenti distribuiti su 128 alpeggi, per una superficie complessiva di 24.558 ha, con un numero totale di 13.679 bovini di razza Piemontese.
Il valore medio di permanenza nei 128 tramuti è stato di 118 giorni. Il tempo medio di gestione di un alpeggio da parte della stessa famiglia di allevatori  è  di 28 anni.
Le predazioni avvenute nel periodo compreso tra giugno e ottobre hanno coinvolto complessivamente 3 vitelli, morti in seguito ad attacchi da parte di lupi.
Il numero maggiore di infortuni si è registrato in Valle Gesso con 15 denunce. La tipologia di infortunio più ricorrente è la morte per traumi che ha interessato 28 soggetti.
L’indagine svolta ha evidenziato che il 26% dei malgari attua la mungitura secondo diverse modalità: l’88% munge manualmente, il 9% usa la mungitura a secchio e il restante 3% quella mobile.
Il 79% del latte prodotto viene utilizzato per l’allattamento, il 13% viene destinato alla vendita e l’8% alla trasformazione.
Dall’indagine emergono numerose problematiche di carattere politico-istituzionale, che penalizzano enormemente l’allevamento in alpeggio di per se già difficile e meno competitivo rispetto a quella di pianura. A questi problemi se ne affiancano altri di carattere tecnico, dettati da una generale carenza di assistenza professionale.
Con l’intento di approfondire dettagliatamente gli elementi che caratterizzano l’allevamento della Piemontese nel territorio montano, si è studiata una realtà aziendale presente in Valle Maira, nel Comunedi Canosio, in loc. Soleglio Bue.
Dai sopralluoghi effettuati emerge la necessità di creare un piano di gestione quale strumento per individuare le potenzialità e quindi le possibili soluzioni e le tecniche da adottare per migliorare le condizioni generali di utilizzo dell’alpeggio.
Da quanto analizzato si può concludere che l’allevamento della razza bovina Piemontese nel territorio montano ha in sé notevoli potenzialità che devono essere valorizzate per mezzo di collaborazioni con Istituti, Organizzazionie figure professionali che attraverso interventi programmati e costanti siano in grado di fornire assistenza tecnica, che porti ad un aumento del reddito potenziale e consentano un miglioramento delle condizione di vita.
La razza bovina Piemontese presenta tutte lecaratteristiche che si addicono al raggiungimento degli obiettivi enunciati. La rusticità e la taglia, combinate con una spiccata attitudine al pascolamento, permettono alla Piemontese di competere con altre razze a più ampia diffusione e di rappresentare un tassello importante del tessuto produttivo cuneese, non solo zootecnico.




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