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TORI GIOVANI DI RAZZA PIEMONTESE
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Tori giovani - una risorsa da sfruttare

L’aumento del numero di tori messi in prova di progenie, che gradatamente avverrà nel corso del 2007, ci offre lo spunto per fare qualche considerazione sull’utilizzo dei tori giovani e sulle ragioni di questo cambiamento.
I tori giovani rappresentano l’espressione più aggiornata della selezione che viene effettuata nella razza e tra di loro vi sono i tori che diventeranno i migliori tori provati di domani. E’ sufficiente guardare le classifiche pubblicate sul “Büta Bin?” per verificare che i tori al vertice sono sempre quelli giovani appena usciti dalle prove di progenie.

Da dove arrivano i tori giovani
Questi risultati non devono stupire, infatti i tori giovani sono “progettati” per essere migliori dei tori più vecchi. Provengono da accoppiamenti programmati tra quelli che sono i migliori tori disponibili e le migliori vacche della Razza.
Un’ analisi dei tori giovani messi in prova nel 2006 e nei primi mesi del 2007, evidenzia che i 47 tori considerati sono figli di 23 padri e nipoti di 29 nonni materni diversi. I padri con il maggior numero di figli sono riportati nella tabella 1.

Tabella 1. Principali padri dei torelli in prova nel 2006-2007

Padre

N° di figli in prova

Delano

9

Elisir

6

Fred

5

Enzo

3

Inno

3

Bingo

2

Globo

2

Come si può vedere, i padri dei tori messi in prova sono tori ben conosciuti, quelli di vertice degli anni scorsi, e soprattutto rappresentano un numero ampio di linee genetiche.

Quale percorso per diventare toro giovane in prova
I tori giovani sono sottoposti ad una serie di verifiche molto accurate prima di essere messi in prova. Ogni anno l’Anaborapi individua i 1.000 vitelli più interessanti nati dagli accoppiamenti programmati, li visiona in azienda con i propri tecnici e soltanto 215 di questi verranno scelti e introdotti nel Centro Genetico di Carrù. Nel Centro i torelli saranno sottoposti alla prova di performance per valutarne accrescimento e conformazione da carne. Al termine di questa prova solo 35-40 tori all’anno saranno selezionati per la FA e messi in prova di progenie.
Si tratta quindi di un percorso difficile, con tanti ostacoli da superare che garantisce che solo i tori geneticamente superiori siano selezionati. L’ultimo stadio di questo percorso è la verifica della facilità di nascita e di parto che questi tori trasmettono, mentre per gli altri caratteri il toro giovane è già un toro provato.


Risultati garantiti
I grafici 1 e 2 riportano il valore genetico dei tori giovani messi in prova negli ultimi 5 anni. Nel primo grafico sono considerati i caratteri produttivi, accrescimento e muscolosità, mentre il secondo si riferisce a facilità di nascita e di parto.

Grafico 1. Valore genetico medio dei tori giovani messi in prova – Caratteri produttivi

Grafico Muscolosità Accrescimento

Grafico 2. Valore genetico medio dei tori giovani messi in prova – Caratteri Riproduttivi

Grafico facilità di parto e nascita

I due grafici mostrano che il valore genetico dei tori giovani è cresciuto in modo sensibile negli ultimi anni in tutti i caratteri, dimostrando l’esistenza di un trend genetico significativo. I tori in prova nel 2006 hanno una facilità di nascita media di 111, rispetto al 102 che avevano quelli in prova cinque anni prima. Anche per accrescimento e muscolosità vi è una crescita di oltre 6 punti di indice genetico dal 2002 al 2006, mentre per la facilità di parto il miglioramento è leggermente inferiore, ma comunque ampio (4 punti).
L’utilizzo dei tori giovani garantisce un riscontro positivo in tutti i caratteri selezionati ed è quindi un’opportunità per migliorare rapidamente ed in modo economico il valore genetico della propria stalla.

Perché tanti tori giovani
Nel quinquiennio 2000-2004 sono stati messi in prova circa 30 tori giovani all’anno. Questo numero è salito a 36 nel 2006 e sarà portato a 40 nell’anno in corso. Provare 40 tori all’anno può sembrare molto per una razza come la Piemontese, ma occorre considerare che in questi anni anche la popolazione di vacche iscritte al Libro Genealogico è aumentata notevolmente ed oggi è costituita da quasi 110.000 fattrici.
Un numero relativamente elevato di tori giovani garantisce prima di tutto la possibilità di ottenere buoni risultati selettivi in tutti i caratteri; in secondo luogo consente di selezionare tori con caratteristiche diverse. In questi anni abbiamo visto che la selezione ha prodotto una gamma ampia di tori: dai tori “da manze”, cioè con grandissima facilità di nascita, ai tori molto spinti per le caratteristiche da allevamento, cioè con grande facilità di parto delle figlie , con tutte le tipologie intermedie (tori carne o doppia linea). Questa variabilità di offerta, che consente ad ogni allevatore di trovare i tori più adatti alle proprie esigenze, è possibile solo se il parco tori selezionato si mantiene ampio.
La terza buona ragione per selezionare tanti tori giovani è che in questo modo si mantengono una buona variabilità genetica ed un numero ampio di linee di sangue. Questo aspetto è particolarmente importante, visto che i tori selezionati oggi saranno i padri delle vacche che domani saranno presenti nella razza. La strategia adottata consente quindi di controllare l’aumento della consanguineità e di facilitare le scelte per gli accoppiamenti in azienda.
Come si può anche osservare dalla tabella 1, i tori giovani provengono da numerose linee di sangue diverse e sono poco imparentati tra loro, ma questo è possibile solo perché il loro numero è elevato.

Il successo dei tori giovani
Naturalmente non basta aumentare il numero dei tori giovani messi in prova, se poi questi non verranno utilizzati. I dati degli ultimi anni evidenziano invece che i tori giovani sono molto graditi ed è sempre più elevato il numero di allevatori che li preferisce. Oggi sono oltre 750 gli allevamenti che usano tori giovani regolarmente, una percentuale pari a circa il 25% del totale delle aziende iscritte al Libro Genealogico. In questi allevamenti, mediamente 5 vacche su 30 (pari al 17%) sono fecondate con tori giovani in prova.
A titolo di confronto, rispetto al 2000, il numero il numero vacche fecondate con i tori giovani è  più che raddoppiato, così come il numero delle aziende interessate.
Quanti si sono accostati ai tori giovani, magari inizialmente con un pizzico di scetticismo, sono poi stati convinti dai risultati ottenuti ed oggi credono nel loro valore.

Consigli per l’uso
Chiudiamo questo articolo con qualche breve e semplice suggerimento sull’utilizzo dei tori giovani.
Innanzitutto, per garantirsi i migliori risultati, è opportuno utilizzare un parco di almeno 4-5 tori e non puntare tutto su un unico toro.
Destinare almeno il 20% delle vacche dal secondo parto in poi per l’accoppiamento con tori giovani consente di portarsi in stalla il top della genetica di domani, mantenendo comunque anche un ampio uso di tori provati, il top della genetica di oggi, sulle altre vacche. In pratica per un’azienda media con 30-40 vacche, questo significa accoppiare 6-8 vacche all’anno con 4-8 tori giovani.

Un’ultima raccomandazione riguarda la tempestività nell’utilizzo: il seme dei tori giovani è in distribuzione per soli tre mesi e si esaurisce rapidamente. Oltre ad essere rapidi nel procuraselo, accordandosi con i recapiti seme delle APA, è opportuno utilizzarlo subito in modo da contribuire ad una rapida valutazione genetica dei tori quando saranno nati loro figli.


Andrea Albera
Ufficio Tecnico - Anaborapi


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