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SELEZIONE, CONSANGUINEITÀ E IMPARENTAMENTO
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L'effetto della selezione sulla variabilità genetica della popolazione. La situazione passata, quella attuale e le prospettive

Con questo articolo riprendiamo a parlare di alcuni argomenti già trattati in precedenza: parentela e consanguineità. Questa volta ne parliamo però da una prospettiva differente, mettendo questi parametri in relazione con la selezione operata nella nostra razza ed analizzandone la loro evoluzione nel tempo.
Il fatto che negli ultimi tempi siano stati selezionati per la FA numerosi tori appartenenti ad alcune linee di sangue, Zaino e Delano in particolare, ha creato qualche apprensione negli allevatori. Il timore è che ci possa essere un impatto troppo forte di queste linee, con una perdita nella variabilità genetica nella popolazione e che questo possa determinare problemi di consanguineità in futuro.
La selezione, in effetti, tende ad aumentare la consanguineità ed a ridurre la variabilità genetica delle popolazioni: lo scopo della selezione è, infatti, quello di utilizzare come riproduttori gli animali geneticamente migliori ed è logico che questi tendano ad in qualche misura ad essere più parenti tra loro del resto della popolazione. Con il passare delle generazioni quindi aumenta la parentela tra i riproduttori e di conseguenza anche la consanguineità tende a crescere.
L'impostazione di un programma selettivo richiede perciò di trovare un buon equilibrio tra la necessità di avere animali geneticamente superiori per migliorare i caratteri che interessano e quella di mantenere bassi l'imparentamento e la consanguineità.
Questa esigenza è stata tenuta ben presente nella definizione dello schema di selezione che viene applicato alla Piemontese ed alcune strategie specifiche sono state adottate negli ultimi anni proprio con questo scopo. Innanzi tutto selezionando ogni anno un numero abbastanza elevato di tori per la FA si aumenta la probabilità che questi appartengano a linee di sangue differenti; fissando poi un quantitativo massimo di seme prodotto per toro di FA, si garantisce che l'impatto di ogni riproduttore sulla popolazione non sia troppo elevato e si favorisce il ricambio dei tori.

Grafico 1. Andamento della consanguineità per anno di nascita
grafico 1


Questo aspetto è di particolare importanza per mantenere variabilità genetica e nello stesso tempo progredire con la selezione: sostituendo rapidamente un toro miglioratore con i suoi figli si sfrutta, infatti, tutto il suo valore genetico, ma si dimezza il suo impatto in termini di consanguineità visto che i suoi figli avranno come madri vacche di linee di sangue tra loro diverse.
Queste strategie hanno dato buoni risultati come si può vedere dal Grafico 1 che riporta la consanguineità media per anno di nascita.
Il valore medio di consanguineità dei nati nel 2007 è circa 1.4%, ben al di sotto del 3% che abitualmente viene indicato come soglia da non superare. Il valore è prossimo a zero per i nati nel 1960, dal momento che prima non vi era conoscenza dei pedigree, mentre la crescita negli anni '60 è dovuta alle piccole dimensioni del Libro Genealogico in quegli anni (meno di 10.000 capi) ed alla progressiva conoscenza delle genealogie. Successivamente la crescita della consanguineità è molto modesta e, nonostante la selezione sia stata basata sull'uso degli indici genetici e su un ampio ricorso alla FA, non si registra un aumento significativo negli ultimi anni 10-15 anni.
Un'altra interessante ed informativa analisi è quella che consente di misurare l'impatto che i principali tori di FA hanno avuto sulla popolazione, i cui risultati sono riportati nei Grafici 2 e 3 rispettivamente per i tori più vecchi e quelli più giovani. In pratica, nei grafici si può osservare la percentuale di geni che i vitelli nati ogni anno hanno ricevuto da uno specifico toro, ovvero una misura di quanto ogni toro ha lasciato alla popolazione come padre, nonno o antenato degli animali nati.
Ad esempio, nel primo grafico il picco relativo al toro Lugano nel 1992 indica che i vitelli nati in quell'anno avevano in media il 6% dei loro geni ricevuti da questo toro! Un impatto decisamente elevato, che peraltro all'epoca non era stato percepito con particolare allarme nonostante la popolazione iscritta al Libro Genealogico fosse un decimo di quella attuale e quindi piuttosto piccola. Negli anni successivi l'impatto di Lugano si diluisce e progressivamente si riduce perché le sue figlie, non essendo buone fattrici, sono state via via eliminate ed anche i suoi figli diventati tori di FA non hanno lasciato moltissimi figli in razza.

Grafico 2. Impatto dei tori di FA "vecchi" sui vitelli nati in LG

grafico 2


Una cosa simile accade anche ad Oscar seppure in modo meno spinto: tipico toro da manze, Oscar lascia numerosi figli negli anni dal 90 al 97, poi però le sue figlie non vengono allevate ed i nati di oggi hanno solo circa 1% dei loro geni che proviene da questo toro.
Quebek invece vede un accumulo dei suoi geni nel tempo, sia perché le sue figlie sono buone fattrici e quindi sono state allevate, sia perché alcuni suoi figli sono a loro volta tori FA di buon successo, ad esempio Delta o Golfo. Questo toro ha quindi ancora una discreta presenza nei geni dei vitelli che stanno nascendo.


Grafico 3. Impatto dei tori di FA "giovani" sui vitelli nati in LG

grafico 3

 

Spostandoci a tori più recenti, ed in particolare ai "discussi" Zaino e Delano, possiamo vedere che il loro impatto sui nati negli ultimi anni è relativamente importante, ma neppure lontanamente paragonabile a quello avuto da Lugano ad inizio anni '90, siamo, infatti, sotto il 3%.  Sicuramente nei prossimi anni si avrà ancora una crescita in termini di presenza dei loro geni, ma molto difficilmente si raggiungeranno i livelli di altri tori del passato. Questo perché le strategie adottate, in particolare il limite nella produzione di seme per toro, hanno impedito che lasciassero troppi figli in Libro Genealogico. Zaino ha avuto impatto soprattutto attraverso i suoi figli e nipoti qualificati in FA, che però portano rispettivamente solo il 50% ed il 25% dei suoi geni e quindi ha contribuito molto al miglioramento genetico della razza, ma non ha però avuto un pari contributo in termini di aumento della consanguineità.
I risultati presentati testimoniano come il problema del mantenimento della variabilità genetica sia stato attentamente considerato nel progettare lo schema di selezione.  L'impostazione selettiva degli ultimi anni non ha determinato un'eccessiva concentrazione delle linee di sangue ed una conseguente crescita della consanguineità. 
L'impressione che i giovani tori siano molto imparentati tra loro è dovuta anche al fatto che vi è una concentrazione delle uscite dalle progenie di tori appartenenti alle stesse linee: tutti i figli di Zaino ad esempio sono stati testati in Centro Genetico nello stesso periodo e quindi il seme di quelli selezionati è stato commercializzato in un breve arco di tempo. Lo stesso oggi sta accadendo ai figli di Delano ed in futuro accadrà per altri tori. Da qui la sensazione che la selezione stia puntando solo su pochissime linee di sangue, mente invece non è così.
Per il futuro si sono messe a punto ulteriori strategie per mantenere basse le parentele e la consanguineità, l'ultima delle quali è la scelta di utilizzare come madri di toro negli accoppiamenti programmati, cioè come madri dei vitelli da testare del Centro Genetico, le bovine geneticamente migliori ma poco imparentate con i tori di FA. Questo significa recuperare sulla linea femminile alcuni tori interessanti, ad esempio Brasil, Zar o Umayor che sono poco presenti come padri dei giovani tori. 
Le problematiche relative a parentele e consanguineità sono di importanza per la razza nel suo complesso. A livello aziendale le cose sono leggermente differenti: si tratta, infatti, di sfruttare al meglio le risorse genetiche disponibili, cioè di scegliere per gli accoppiamenti di mandria i tori più adatti in rapporto alle proprie vacche ed ai propri obiettivi di miglioramento. Anche qui però occorre considerare la parentela dei tori scelti con le vacche dell'allevamento ed utilizzare un parco abbastanza vasto di tori; in questo modo si contiene la consanguineità e si garantisce che le vacche di domani non siano troppo imparentate tra loro.
Per supportare gli allevatori nelle scelte l'Anaborapi, in collaborazione con le APA, ha sviluppato dei servizi di assistenza genetica per gli accoppiamenti mettendo anche a punto un programma informatico. Nella prossima rivista dedicheremo un articolo alla presentazione di questo nuovo servizio.

Tratto da www.anaborapi.it


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