Alcuni suggerimenti in caso di nuovi progetti o ristrutturazioni (2ª parte)
Riconversione degli allevamenti a stabulazione fissa
Il periodo favorevole alla carne bovina ha comportato il riattamento di vecchie strutture, inutilizzate (non è raro il caso di attività dell’allevamento d’ingrasso ripresa dopo lunghi periodi di inattività) oppure a servizio di un allevamento tradizionale fato di piccoli numeri, che proponeva una parte legata destinata alle vacche nutrici e la stabulazione libera in piccoli box oppure sempre legata per l’ingrasso.Le nuove caratteristiche del mercato hanno portato ad un aumento del numero dei capi allevati e ad una riduzione della manodopera (minore disposizione all’interno della famiglia “contadina” costo elevato del personale dipendente) e le strutture hanno dovuto essere di conseguenza adeguate. La soluzione maggiormente percorsa è l'utilizzo dello spazio delle vecchie poste a stabulazione fissa come corsia di alimentazione, lasciando nella sua sede originale il nastro raschiatore che continuerà ad asportare il letame proveniente dalla lettiera permanente. Questo reparto è in modo funzionale costituito dalla lettiera autopulente inclinata con una pendenza del 7-8% verso il sistema di asportazione del letame a nastro già presente in stalla, riducendo il lavoro per la gestione della lettiera da parte degli addetti. Il funzionamento ottimale di questa soluzione vede la larghezza della lettiera ridotta, non superiore ai 5 metri, in quanto dimensioni maggiori causano una rottura della lettiera, con parte di questa non movimentata, per cui almeno due volte all’anno bisogna entrare nei box a rimuoverla. Misure così ridotte però rapportate al fronte mangiatoia di 70-72 cm non permettono uno spazio adeguato per le bovine, soprattutto se all’interno dei box sono previsti anche i parti, situazione nelle quali è utile una larghezza di circa 9-10 metri. Solitamente questo tipo di strutture è dotato di paddock esterni ai quali gli animali possono accedere continuamente. E’ molto utile predisporre anche dei box parto. Le dimensioni ottimali per la lettiera autopulente sono invece adatte all’ingrasso, dove la riduzione dello spazio a disposizione migliora l’indice di conversione. Per questi gruppi si può prevedere anche la formazione di piccoli box (ad esempio posti dall’altra parte della corsia di alimentazione nelle ex stalle tradizionali a stabulazione fissa) che occupano solamente lo spazio costituito dalle vecchie poste legate ed il corridoio posteriore. Anche in questo caso si può lasciare il nastro raschiatore nell’alloggiamento originale, che ora sarà situato più o meno al centro dei box, ma che comunque non rappresenta un fattore di disturbo o traumatico per i soggetti ospitati; questa soluzione è particolarmente interessante dove non tutti i soggetti nati vengono destinati all’ingrasso, inviandone una parte ai centri di ingrasso ragione per la quale non sono necessarie grandi superfici.
Paddock: attenzione agli spazi aperti
L’utilizzo dei paddock nella linea vacca vitello è abbastanza diffuso e permette di contenere costi limitando gli spazi coperti e migliora le condizioni di benessere degli animali, oltre a facilitare il management dell’allevamento. Purtroppo, la gestione dei paddock esterni si è particolarmente complicata in relazione alle normative per il controllo dei nitrati. In effetti, i paddock possono rappresentare un pericoloso punto di inquinamento se:
è collocato direttamente sul terreno senza una pavimentazione impermeabile
il liquame non viene adeguatamente convogliato nelle vasche di raccolta
Inoltre il costo strutturale aumenta per la maggior dimensione delle vasche di raccolta che devono convogliare anche le acque meteoriche che interessano tutta la superficie dei paddock.
Se si dispone di ampi spazi in corrispondenza della stalla, una possibile alternativa è quella di lasciare gli animali su spazi a rotazione dove sia sempre garantito l’inerbimento del fondo (in questi casi non tanto compromesso dal pascolamento quanto dal calpestio)
Nella maggioranza dei casi è invece da valutare la convenienza tra il costo per l’aumento di superficie coperta (indicativamente 70-80 euro/mq con circa 10 mq di lettiera necessaria per vacca nutrice) e non tanto l’aumento di costo delle vasche di stoccaggio (indicativamente 0,2-0,25 mc per mq scoperto con un costo di realizzazione di circa 40 euro/mc) quanto la più difficile gestione del liquame.

Massimiliano Paganini
Anaborapi |