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Top sx Bse - encefalopatia spongiforme bovina Top dx
 


L'encefalopatia spongiforme bovina (la c.d. malattia della "mucca pazza") è una malattia degenerativa del cervello che colpisce i bovini. Si tratta di una malattia nuova (il primo caso è stato riscontrato nel 1986), appartenente ad una famiglia di malattie che comprende la scrapie delle pecore e delle capre, l'encefalopatia trasmissibile del visone e una malattia cronica dell'alce.
Secondo lo stadio attuale delle conoscenze la malattia è causata da una particella proteica in grado di replicarsi denominata "prione". Tale particella è particolarmente resistente al calore ed ai comuni disinfettanti.
La distribuzione geografica della malattia è descritta in altre pagine di questo sito, ma in sintesi si può affermare che, allo stadio odierno, essa è presente nel Regno Unito (la stragrande maggioranza dei casi), in Svizzera, Portogallo ed Irlanda. In tutti gli altri Paesi i casi di BSE verificatisi sono da imputarsi all'importazione avvenuta in passato di animali dal Regno Unito.
Sebbene l'origine e la trasmissione della malattia non siano state ancora totalmente chiarite, pare che la fonte dell'epidemia nel Regno Unito risieda nell'ingestione di farina di carne e di ossa contaminata, utilizzata come ingrediente di alimenti concentrati. La trasmissione sarebbe avvenuta tramite il riciclaggio di materia prima bovina ed ovina infetta, dalla quale si sarebbe prodotto le farine di carne ed ossa utilizzate nell'alimentazione dei bovini.
Pare, inoltre, che un cambiamento nel metodo di fabbricazione di tali farine nel Regno Unito, con abbassamento della temperatura durante il processo industriale, abbia provocato la vasta epidemia di BSE in corso in tale Paese.
Mentre a tutt'oggi nessun elemento consente di affermare con certezza la possibile esistenza di una modalità di trasmissione orizzontale, cioè da un animale all'altro, recentemente (01.08.1996) le Autorità del Regno Unito hanno reso pubbliche i risultati preliminari di uno studio iniziato nel 1989, secondo il quale esisterebbe la possibilità di trasmissione verticale, da una vacca al suo vitello, dell'infezione. Rimane ancora da chiarire l'effettiva importanza di tale meccanismo di trasmissione nella diffusione della malattia.
Per poter emettere la diagnosi di BSE in un bovino occorre sacrificare l'animale, esaminando poi il suo cervello allo scopo di rinvenire le caratteristiche lesioni. Nessun altro metodo diagnostico alternativo è, a tutt'oggi, disponibile.
Il 20 marzo 1996 le Autorità del Regno Unito hanno rilasciato una dichiarazione secondo la quale, pur non avendo alcuna prova certa in merito, non si poteva escludere un legame tra la BSE e la malattia di Creutzfeld Jacob nell'uomo.
STORIA DELLA BSE
1)
Wells e coll. nel 1987 pubblicarono un primo rapporto su una nuova malattia neurologica dei bovini, comparsa nel Sud dell'Inghilterra (il primo caso era stato osservato nel 1985). Questi autori misero in evidenza la rassomiglianza di questa malattia con le encefalopatie trasmissibili dovute a Virus Non Convenzionali quali la Scrapie e il Kuru.
2) Più tardi Hope e coll. (1988) hanno esteso questi studi ed hanno confermato che le fibrille descritte da Wells erano proprio le "Scrapie associated fibrills" (SAF) e contenevano la proteina associata alla Scrapie (PrP)
3) Aprile '88: Uno studio diretto da Southwood ha messo in evidenza che la causa della malattia era probabilmente legata alla somministrazione ai ruminanti di proteine derivanti da pecore infette da Scrapie. Questo perché erano stati introdotti nuovi procedimenti per il trattamento delle farine di carne (non più estrazione dei lipidi con i solventi utilizzati in precedenza, che erano capaci di uccidere gli agenti infettanti, e uso di trattamenti termici più blandi)
4) 1988: Divieto dell'uso di farine animali per l'alimentazione dei bovini e distruzione animali infetti. Il Regno Unito, pur avendo disposto sul suo territorio questo divieto non ha disposto analogo divieto per l'esportazione verso la CEE degli stessi prodotti. Italia, Irlanda, Francia, Grecia, RFT e Danimarca attuano provvedimenti autonomi di divieto di importazione dal Regno Unito di farine di carne. 5) 1989: Divieto in Inghilterra di utilizzo per l'alimentazione umana di cervello, midollo spinale, milza, timo, tonsille, ed intestini dei bovini adulti; nel 1994 anche di vitello. Obbligo di denuncia della malattia. Primi casi evidenziati in Irlanda.
6) 1990 in Gran Bretagna risultavano colpiti 14.407 bovini in oltre 10.000 allevamenti e il numero è progressivamente aumentato fino al 1992 con 37.281 casi; successivamente, a causa del divieto di utilizzo delle farine animali per l'alimentazione dei bovini e in accordo con il presunto periodo di incubazione (2,5-6 anni) si è avuta una drastica riduzione dei casi. Anomalia: Il Regno Unito può esportare verso gli altri Paesi UE bovini vivi nati dopo il 28 Luglio 1988, nel Regno Unito da questi animali verrebbero eliminate le frattaglie. Pertanto, ciò che in codesto Paese viene eliminato dalla catena alimentare umana, viene esportato negli altri Paesi membri UE (Italia compresa) come animale vivo ed "intero".
7) 1994: L'Italia nel 1994 vieta sul territorio nazionale l'utilizzo di farine di carne per l'alimentazione dei ruminanti. Trovati in Italia 2 bovini infetti importati dall'UK
8) 1995: comparsa della nvCJD, nel marzo 1996 colpite 14 persone (Lancet 1996)
9) 1998: Realizzazione del test rapido prionics
10) 1999: Validazione da parte della UE di 3 test rapidi (Prionics, CEA, Enfer). Incremento dei casi di BSE in numerosi Paesi: Irlanda, Svizzera, Belgio, Danimarca, Francia e Olanda
11) 2000: Colpiti in Gran Bretagna dal 1985 ad oggi circa 200.000 capi in 35.000 allevamenti (colpiti circa il 30% degli allevamenti). Primi casi in Germania
Ottobre 2000 :L'Italia vieta l'utilizzo per l'alimentazione umana di cervello, midollo spinale, milza, timo, tonsille, ed intestini di bovini. Primi casi di BSE in Germania
12) 2001: L'Italia impone l'utilizzo del test rapido della prionics sugli animali di oltre 30 mesi macellati o la distruzione degli stessi animali se non testati.
Primi casi di BSE in Italia. Il Ministero impone l'abbattimento totale degli allevamenti in cui è stata rilevata l'infezione??
Segni clinici della BSE
Periodo di incubazione: da 2,5 a oltre 5 anni. Incidenza: 1-2 animali per allevamento Razze più colpite: razze da latte Età: risultano più colpiti i soggetti di 4-5 anni. (range da 20 mesi a 18 anni) Esordio: subdolo paucisintomatico caratterizzato da alterazioni comportamentali, scadimento delle condizioni generali, diminuzione della produzione Decorso: lento e progressivo, inevitabilmente infausto; durata media 2 mesi (range 2 settimane -1 anno)
PRINCIPALI SINTOMI:
Generali Dimagrimento progressivo, appetito conservato ma difficoltà di alimentarsi, disidratazione, ptialismo Neurologici Barcollamento e ondeggiamento, difficoltà nella postura e nella deambulazione, paralisi; stato di allerta, stato di apprensione, cambiamento di indole, aggressività, ipereccitabilità (al tocco ed al rumore), digrignamento, tremori, fascicolazioni, sguardo fisso in avanti, movimento delle arecchie, testa abbassata, leccamento del musello, sbadiglio frequente
Proposte operative che garantiscano consumatori e produttori
Stesura di procedure standard da concordare con gli esperti (Facoltà di Veterinaria) e pretendere le stesse procedure in tutti i Paesi UE Procedure di identificazione degli animali certe e permanenti (anagrafe ???) Favorire la ricerca con il coinvolgimento delle Università al fine di chiarire la reale natura della malattia. Necessità di test diagnostici più sensibili
Procedure Possibili
Identificazione ed eliminazione dei fattori di rischio (alimenti contaminati, animali di provenienza incerta ecc.) Eliminazione degli animali infetti, della progenie degli stessi e degli animali che hanno condiviso i fattori di rischio ??? Controllo continuo dell'allevamento e test di tutti gli animali che escono dallo stesso Eliminazione dalla catena alimentare di tutti i tessuti riconosciuti a rischio Studio epidemiologico con test su animali oltre i 24 mesi che vengono eliminati dagli allevamenti.


 
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