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SCADENZE PER L'ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI UTILIZZATI PER L'ALLEVAMENTO DEI VITELLI, IN BASE ALLA LORO DATA DI COSTRUZIONE:
IMPIANTI COSTRUITI PRIMA DEL 1° GENNAIO 1994:
per aziende con piu' di 6 vitelli, adeguamento ENTRO IL 1° GENNAIO 2004 (Dir. 91/629 art. 3, punto 4, tratt.1);
per aziende con meno di sei vitelli e vitelli mantenuti presso la madre per l'allattamento, adeguamento ENTRO IL 31 DICEMBRE 2006 (Direttiva 97/2 art.1 punto 1, D.Lvo 98/331 art.1 iter).
IMPIANTI COSTRUITI/RISTRUTTURATI NEL PERIODO COMPRESO TRA IL 1°GENNAIO 1994 E IL 31 DICEMBRE 1997 (vedi caratteristiche previste dall'art.3 punto 1 della Dir. 91/629 e dall'art. 3 del D.Lvo 92/533):
adeguamento ENTRO IL 31 DICEMBRE 2006 (Direttiva 97/2 art.1 punto 2 che modifica la Dir. 91/629 art.3, punto 4, tratt.2);
IMPIANTI COSTRUITI/RISTRUTTURATI DOPO IL 1° GENNAIO 1998:
devono essere in possesso dei requisiti previsti dalla Direttiva 97/2 art., punto 1, e D.Lvo 98/331, art.1 lettera a).
NATURA DEGLI ADEGUAMENTI RICHIESTI
A partire dalle date sopra indicate, i diversi allevamenti devono presentare le caratteristiche di seguito riportate al fine di garantire condizioni ambientali conformi alle esigenze della specie.
Il sistema di stabulazione tiene conto del bisogno etoiogico dei vitelli a raggrupparsi in mandria; pertanto i vitelli devono essere allevati in gruppo in un sistema di stabulazione che garantisca sufficiente spazio per l'esercizio fisico, i contatti con altri bovini e i normali movimenti .
I vitelli possono essere allevati fino all'età di otto settimane in box singolo, la cui larghezza deve essere pari all'altezza al garrese e la lunghezza deve essere pari alla distanza misurata dalla punta del naso all'estremità caudale della tuberosità ischiatica, moltiplicata per 1,1.
Le pareti dei box devono essere traforate per garantire il contatto diretto, visivo e tattile tra i vitelli. I vitelli non debbono essere legati.
I vitelli allevati in box multipli devono avere uno spazio libero individuale disponibile pari a m2 1,5 fino a 150 kg di peso vivo, pari a m2 1,7 fino a 220 kg e pari a m2 1,8 oltre i 220 kg. Le suddette misure devono essere considerate al netto di eventuali attrezzature
(mangiatoie, abbeveratoi, alimentatori automatici, etc.).
Gli animali possono essere legati soltanto per un breve periodo di tempo, al massimo un'ora, al momento della somministrazione dell'alimento. E' vietato l'uso della museruola.
I materiali utilizzati per la costruzione dei locali di stabulazione, dei recinti e delle attrezzature con i quali i vitelli possono venire a contatto, devono essere lavabili e disinfettabili.
I dispositivi di attacco ed i locali di stabulazione non devono avere spigoli taglienti e sporgenze che possano provocare lesioni agli animali.
L'installazione delle apparecchiature e dei circuiti elettrici deve essere conforme alla normativa vigente.
Devono essere garantite condizioni di microclima favorevoli al benessere dei vitelli.
Gli impianti meccanici (sia automatici che non automatici) indispensabili per la salute dei vitelli devono essere ispezionati almeno una volta al giorno, per eliminare velocemente eventuali difetti o malfunzionamenti, ricorrendo a sistemi alternativi in caso di non immediata risoluzione del problema.
In caso di ventilazione forzata deve essere presente un sistema d'allarme regolarmente controllato ed un impianto di ventilazione sostitutivo.
Deve essere garantita un'adeguata illuminazione naturale o artificiale per un periodo minimo compreso dalle ore 9.00 alle ore 17.00.
Dovrà inoltre essere disponibile un'illuminazione adeguata fissa o mobile, tale da consentire il controllo dei vitelli in qualsiasi momento.
Tutti i vitelli devono essere controllati almeno due volte al giorno dall'allevatore e gli animali malati o feriti devono, se necessario, essere isolati in locali appropriati e ricevere immediatamente le opportune cure, con eventuale intervento del veterinario aziendale.
Le stalle, i box, le attrezzature, gli utensili devono essere puliti e disinfettati regolarmente. l locali di stabulazione devono essere costruiti in modo da permettere ai vitelli di coricarsi, giacere, alzarsi ed accudire se stessi senza difficoltà.
Le deiezioni e gli alimenti inutilizzati devono essere rimossi con la dovuta regolarità.
pavimenti non devono essere sdrucciolevoli, non avere asperità, devono presentare una superficie rigida, piana e stabile, e garantire una zona di riposo pulita ed asciutta.
L'alimentazione deve garantire un tenore ematico di emoglobina di almeno 4,5 mmol/litro (7,2 g/dl); l'alimento solido-fibroso deve essere di almeno 50 g/die dalla seconda all'ottava settimana di vita ed almeno da 50 a 250 g/die dall'ottava progressivamente fino alla ventesima settimana di vita.
Tutti i vitelli, se non alimentati ad libitum, devono essere alimentati almeno due volte al giorno, potendo accedere all'alimento contemporaneamente agli altri vitelli.
A partire dalla seconda settimana di età ogni vitello deve poter disporre di acqua fresca, oppure poter soddisfare il proprio fabbisogno in liquidi con altre bevande; tuttavia, i vitelli malati o sottoposti a condizioni atmosferiche caratterizzate da temperature elevate, devono poter disporre di acqua fresca in ogni momento.
Le attrezzature per la somministrazione degli alimenti, devono ridurre al minimo la possibilità di contaminazione dell'acqua o dei mangimi.
Dopo la nascita ogni vitello deve ricevere colostro bovino quanto prima possibile e comunque, entro le prime seì ore di vita.
Il D.Lvo 26 marzo 2001 n.146, al punto 19 dell'allegato vieta il taglio della coda nei bovini, se non a fini terapeutici certificati. La cauterizzazione dell'abbozzo corneale è ammessa al di sotto delle tre settimane di vita.
Maurizio DANIELE

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